Calo adozioni: riformare il diritto di famiglia per dare un nuovo impulso

Nel 2011 sono stati 4.022 i bambini adottati tramite adozione internazionale, il 2,6% in meno rispetto al 2010. Una flessione leggera che però può essere indice di uno scoraggiamento da parte dei futuri genitori di fronte all’iter burocratico da affrontare per poter adottare un bambino di un altro Paese.

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E così a distanza di un anno sono state 87 in meno le coppie che hanno portato a termine questa procedura. I dati sono quelli raccolti dal Report della Commissione Adozioni (la statistica completa sarà disponibile online a partire dalla prima settimana di febbraio).

Sicuramente i fattori che incidono su questo calo sono molteplici: tra questi anche la crisi economica che rende impensabile per giovani coppie permettersi economicamente di mantenere un figlio (il che si riscontra anche in un calo demografico generale). Ma nel caso delle adozioni questo ha una conseguenza ulteriore: si tratta infatti di bambini già venuti al mondo e quindi a rischio di restare senza famiglia.

Uno dei limiti maggiori della normativa attualmente in vigore è il non riconoscimento delle coppie di fatto, ovvero non sposate per impossibilità o per scelta. La legge 149/2001 infatti prevede la possibilità di adozione internazionale solo per le coppie coniugate, salvo rare eccezioni (che di fatto difficilmente vengono applicate).

Questi dati spingono ad una nuova considerazione sulla necessità di una riforma del Diritto di Famiglia allo scopo di superare queste limitazioni discriminatorie e anacronistiche. A questo proposito è stata depositata nei mesi scorsi dai deputati Radicali (firmata da Rita Bernardini) la proposta di legge n. 3607.

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