COMPRESENZA DI Borrelia burgdorferi, Ehrlichia (HGE), Babesia e RickettsiaIN Ixodes ricinus NEL BELLUNESE

Bertiato G., Benedetti G., Doglioni C., Lorenzato C., Piccolin G., Porta V., Mancuso S.

Osservatorio per lo studio, la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche Centro Regionale di riferimento per la diagnostica delle malattie trasmesse da zecche ULSS n. 1 del Veneto – Belluno

Nell”area bellunese già da alcuni anni è emersa la significativa presenza di due entità cliniche, diffuse in larga parte dell”Europa, quali la Borreliosi di Lyme (LB) e l”Encefalite trasmessa da zecche (TBE). Resta ancora da definire l”importanza cllnica e l”eventuale prevalenza di Ehrlichiosi e Babesiosi, e di altre infezioni, presenti solo in ristrette aree geografiche europee, come la Febbre Q, la Tularemia, la Febbre esantematica mediterranea, i cui agenti eziologici possono essere trasmessi dalle zecche.

Scopo del lavoro. L”Osservatorio per lo studio , la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche, istituito dall”ULSS n. 1 del Veneto, ha condotto negli anni 2000-2001 una campagna di raccolta di tali parassiti in alcune aree del Bellunese. Ciò come indagine preliminare ad un più ampio monitoraggio che permetta, anche attraverso l”utilizzo di un sistema geografico informatizzato (GIS) di tracciare le mappe di rischio di contatto con i parassiti trasmettitori e la presenza in essi degli agenti patogeni.

Materiali e metodi. Sono state esaminate 980 zecche nei vari stadi di larve, ninfe e adulti, maschi e femmine. 1 prelievi sono stati effettuati nel corso del 2001 in siti di campionamento rappresentativi di una suddivisione per classi omologhe del territorio provinciale. Le zecche sono state raccolte con il metodo della “coperta strisciata” (draggin samplé) e conservate in alcool etilico al 70% a 4°C. Gli estratti di DNA, ottenuti con il metodo del fenolo/cloroformio per gli adulti e con il metodo di Schoultz per ninfe e larve, sono stati amplificati dapprima con i primer 16a/J6b specifici per il DNA mitocondriale di Ixodes, come controllo della fase di estrazione (Matuschka, 1996}. Per la ricerca delle borrelie sono stati utilizzati i primer c/c” specifici per B. burgdorferi sensu lato (Rosa, 1991), per le ehrlichie i primer Ehr521/Ehr747 capaci di amplificare una regione variabile della sequenza del gene 16S rRNA di E. equi, E. phagocytophila e HGE (Pancholi, 1995), per le babesie i primer Piro-A e Piro-B che amplificano una regione del gene 16S rRNA di B. odocoilei, B. divergens e B. microti (Armstrong, 1998) e per Rickettsia i primer Ric-RicU8 e Ric-RtRic che amplificano una regione del gene 16S rRNA di R. helvetica (Nilsson, 1997).

Risultati. L”indagine ha consentito di individuare nelle zecche analizzate una positività del 5,5% per Borrelia burgdorferi, del 7,6% per Ehrlichia (HGE), del 1,63% sia per Babesia che per Rickettsia. Merita di essere sottolineato che in 7 campioni di DNA (0,7%) è stata registrata la contemporanea positività per Borrelia e Ehrlichia, in 2 per Borrelia e Babesia, in 2 per Borrelia e Rickettsia, in 1 per Borrelia, Ehrlichia e Babesia, in 1 per Ehrlichia eRickettsia, in 1 per Babesia e Rickettsia.

Discussione e conclusioni. I risultati delle indagini confermano la significativa presenza in Ixodesricinus di Borrelia ed Ehrlichia ma suggeriscono la possibilità di trasmissione di altre patologie, che potrebbero essere sottostimate. Ciò perché sarebbero pochi i casi reali di infezione umana, o perché nella maggior parte dei casi le malattie potrebbero avere un decorso lieve. E una scarsa conoscenza delle malattie trasmesse potrebbe non portare ad una diagnosi corretta. E”, pertanto, da attuare una attenta sorveglianza per definire la reale estensione del problema.

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