Contratto di locazione transitorio

Contratto di locazione transitorio

By 31 maggio 2010

Il mercato del lavoro è molto cambiato negli ultimi tempi: sono di fatto sempre più le professioni che richiedono una continua mobilità, anche per periodi relativamente lunghi.

Questo comporta necessariamente l’esigenza di adattare la normativa vigente in materia di locazione, rendendola più elastica per quanto concerne i requisiti e la durata del contratto. In questi casi appare infatti conveniente il ricorso al contratto di locazione transitorio. Questo tipo di contratti si riferiscono a rapporti di locazione che vanno da una durata  minima di un mese ad una massima di diciotto. Va inoltre prevista espressamente una clausola tesa a specificare la natura transitoria del rapporto. Entrambe le parti dovranno confermare questa esigenza tramite raccomandata: in caso contrario la durata si intende corrispondente a quella per i contratti liberi, solitamente quattro anni più quattro.

Al contratto andrà allegata anche la documentazione necessaria per dimostrare la veridicità della situazione lavorativa, o di altra natura, che rende necessaria la transitorietà del contratto.

E’ opportuno precisare che, salvo eventuali accordi  differenti, sono esclusi aumenti del canone.

Dal punto di vista dell’inquilino le motivazioni giustificatrici della transitorietà sono di tipo lavorativo oppure legate alla frequentazione di corsi di studio temporanei e formazione professionale anche se non retribuito. Ovviamente l’esigenza di locazione momentanea e transitoria, può riguardare anche il proprietario dell’immobile che, ad esempio prima di venderlo, può destinarlo ad uso abitazione propria o di un familiare o in caso di divorzio o lavori edili in progetto nell’immediato futuro.  Anche in quest’ultima ipotesi andranno rispettati i requisiti formali del contratto.

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