SCOPO DELLA TESI

  La conoscenza della distribuzione di Ixodes ricinus costituisce una premessa indispensabile per realizzare un’efficace profilassi delle malattie trasmesse da questo parassita.

Poiché i risvolti economici, sociali e sanitari connessi alla presenza di Ixodes ricinus sono potenzialmente rilevanti e data la considerevole incertezza e variabilità a cui sono soggetti i campionamenti di artropodi, è importante studiare la presenza delle zecche nell’ambito dei vari territori, individuando anche i periodi stagionali di maggiore rischio per l’uomo.

Il rischio di contrarre la malattia zoonosica che ci interessa dipende essenzialmente dal livello di presenza di zecche nei diversi tipi di ambienti, dal loro tasso di infezione nonché dalla frequenza di contatto tra uomo e zecche (Mather et al. 1986). Lo studio della distribuzione e dell’abbondanza di Ixodes ricinus sul territorio e la relativa valutazione della prevalenza di infezione rappresentano, quindi, il punto di partenza per la determinazione dei livelli d’infezione. I sistemi informativi territoriali (GIS) possono essere utili per approfondire l’analisi della distribuzione degli agenti infettanti sul territorio, fornendo così un utile riferimento per impostare gli interventi di prevenzione e controllo (Furlanello et al. 1997).

La presente tesi si propone di studiare la situazione ecologica di un’area della provincia di Belluno particolarmente interessata dalla presenza delle zecche e nel contempo di determinare in esse il tasso di infezione da Borrelia burgdorferi. Tale studio si propone di definire non solo la distribuzione dei parassiti in alcune zone a prevalente impronta turistica e ricreativa, ma anche di fornire nuovi elementi per meglio tracciare la mappa di rischio di contatto con le zecche, che abbiamo visto essere responsabili della trasmissione di gravi malattie da infezione.

A tale scopo e con l’aiuto della Sezione di Belluno del Corpo Forestale dello Stato sono stati individuati 15 siti di prelievo distribuiti in tre comuni dell’Agordino. Le stazioni, individuate utilizzando la cartografia I.G.M. (1:25000), sono state classificate secondo l’altitudine, rilevandone il profilo ecologico in riferimento all’esposizione solare, al tipo ed alla densità di vegetazione, alla vicinanza a corsi d’acqua ed alla presenza di fauna.

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